Zone ATEX 20, 21, 22: differenze, esempi e impianti ammessi

Se nella tua azienda si generano polveri combustibili (farine, zuccheri, legno, metalli, plastica, farmaceutico, rifiuti), è probabile che tu debba gestire zone ATEX per polveri. In questo articolo trovi una guida operativa: cosa significano le zone ATEX 20, 21, 22, esempi reali, impianti ammessi e indicazioni pratiche per scegliere componenti e impostare procedure sensate.

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Per il metodo completo (incarico, tavole e relazione), vedi anche l’articolo Classificazione ATEX.

Zone ATEX 20, 21, 22

Inquadramento normativo essenziale

  • ATEX 99/92/CE (ATEX 153): tutela dei lavoratori e classificazione delle zone (recepita nel D.Lgs. 81/08 – Titolo XI).
  • ATEX 2014/34/UE (ATEX 114): requisiti per apparecchiature e sistemi di protezione installati in zone ATEX.
  • CEI EN IEC 60079‑10‑2: criteri per classificare aree con polveri combustibili (definizioni 20/21/22, estensioni, scenari).
  • CEI EN IEC 60079‑14progettazione degli impianti elettrici in zona (IP, pressacavi, limiti di temperatura superficiale).

In sintesi: la classificazione è la base che permette di scegliere apparecchiature idonee e di aggiornare il DPCE.


Zone ATEX 20, 21, 22: definizioni chiare

  • Zona 20 → l’atmosfera esplosiva da nube di polvere è presente in continuità o per lunghi periodi (es. interno silos, filtri, cicloni, tramogge chiuse).
  • Zona 21 → presenza occasionale in condizioni normali di esercizio (es. adiacenze di carico/scaricoinsacco, sbocchi di coclee e scarichi pneumatici).
  • Zona 22 → presenza non probabile durante attività normali; se avviene è breve (es. aree periferiche con depositi di polvere rimovimentabili).

Differenze operative (confronto rapido)

AspettoZona 20Zona 21Zona 22
Presenza nubeContinuativa / lunga durataOccasionale in servizio normaleRara e breve
Livello di rischioMolto elevatoElevatoMedio/basso (non trascurabile)
Esempi tipiciInterno silos/filtri/miscelatoriAree di carico/scarico, insaccoAree periferiche con depositi
Categorie/EPL1D (Da)1D o 2D (Da/Db)1D, 2D o 3D (Da/Db/Dc)
IP indicativoIP6XIP6X≥ IP5X (spesso IP6X)
MarcaturaEx t (es. Ex ta)Ex t (es. Ex tb)Ex t (es. Ex tc)

Nota temperatura: per polveri non si usano le “classi gas” T1‑T6. Si imposta una T max superficialecoerente con le MIT (minime temperature di accensione) di nube e strato secondo 60079‑0/14.


Esempi pratici di classificazione

  • Alimentare (farine, zuccheri, mangimi) → 20: interno silos/filtri; 21: insacco e scarichi; 22: aree di deposito e passaggi vicini ai travasi.
  • Legno → 20: filtri a maniche; 21: bocche aspirazione/macchine; 22: pavimenti/canaline con accumulo trucioli.
  • Farmaceutico/chimico → 20: miscelatori chiusi; 21: dosaggi; 22: locali con pulizie saltuarie.
  • Metalli/plastiche → 20: micronizzatori; 21: scarichi pneumatici; 22: zone di manutenzione con residui.
  • Rifiuti/riciclo → 20: filtri; 21: coclee/trasportatori; 22: aree attorno ai nastri.

Impianti elettrici ammessi (scelte sensate)

La regola è abbinare categoria ATEX ed EPL alla zona, con IP e T superficiale corretti per la polvere trattata.

Mappatura veloce

  • Zona 20 → Cat. 1D, EPL Da: involucri Ex t (tip. Ex ta), IP6X; cablaggi e pressacavi certificati. Illuminazione Ex ta con superfici fredde e geometrie che non favoriscano depositi.
  • Zona 21 → Cat. 1D o 2D, EPL Da/Db: apparecchi Ex tbIP6X; motori e sensori certificati con controllo delle T superficiali.
  • Zona 22 → Cat. 1D/2D/3D, EPL Da/Db/Dc: apparecchi Ex tcIP ≥5X (spesso IP6X in ambienti gravosi), scelta coerente con polvere e cicli di pulizia.

Accortezze trasversali

  • Cavi/pressacavi: componenti Ex idonei; posa che eviti piani orizzontali e canaline aperte dove la polvere si deposita.
  • Quadri: metterli fuori zona quando possibile; se in zona, scegliere Ex t e IP adeguati e tenere conto della manutenzione.
  • Messa a terra ed equipotenzialità: continuità su strutture e macchine per ridurre ESD; morsetti accessibili e verificabili.
  • Illuminazione: ottiche e involucri che non accumulino polvere; piani di pulizia programmati.
  • Temperature: rispettare i limiti calcolati su MIT nube/strato (60079‑0/14), specie con polveri fini.

Tabella rapida – apparecchiature tipiche in zone ATEX 20, 21, 22

ApparecchiaturaZona 20Zona 21Zona 22
IlluminazioneEx ta, IP6X, superfici freddeEx tb, IP6XEx tc, IP≥5X (spesso IP6X)
Motori1D (Da) con protezione T2D (Db) con controllo T3D (Dc) idonei alla polvere
Quadri/cassetteEx t IP6X; preferibile fuori zonaEx t IP6XEx t IP≥5X
Cavi/pressacaviComponenti Ex, sigillature anti‑polvereCome zona 20Come zona 21
Sensori/strumentiCert. 1D (Da)2D (Db)3D (Dc)

Impianti non elettrici: non sottovalutarli

Ventilatori, trasportatori, mulini, freni e cuscinetti possono diventare sorgenti di innesco (attrito, blocchi, T superficiali). Scegliere apparecchiature marcate ATEX anche per il non elettrico (1D/2D/3D) e considerare accumulo polveri su carter/feritoie e controllo delle temperature.


Pulizia e procedure: il “quarto pilastro”

Uno strato di polvere su superfici calde può essere un innesco. Imposta piani di pulizia (frequenza, responsabilità), procedure per lavori a caldo, permessi in area classificata e controlli su aspirazione/ventilazione.


Come si classificano le zone ATEX 20, 21, 22 (metodo)

  1. Raccolta dati → sostanze (SDS), layout/P&ID, ventilazione e aspirazione, modalità operative.
  2. Sorgenti di emissione → continua/primaria/secondaria, scenari normali e anomalie prevedibili.
  3. Definizione 20/21/22 → natura, estensione planimetrica/volumetrica, tavole con legenda.
  4. Relazione e raccomandazioni → criteri, implicazioni per impianti elettrici/non elettrici, priorità e aggiornamento DPCE.

Ogni quanto aggiornare

Aggiorna la classificazione quando cambia il processo (nuove linee, layout, ventilazione, sostanze) o dopo incidenti/quasi incidenti. In assenza di variazioni, è buona prassi una revisione ogni 3–5 anni, insieme al DPCE.


Errori ricorrenti (da evitare)

  • Comprare prodotti “ATEX” senza verificare categoria/EPL e tipo di protezione per polveri (Ex t).
  • Affidarsi solo all’IP: servono anche Ex t e limiti di T superficiale.
  • Ignorare le polveri depositate: non contano solo le nubi.
  • Non aggiornare DPCE e classificazione dopo modifiche d’impianto.
  • Installare quadri in zona quando potrebbero stare fuori zona.

Conclusioni

Le zone ATEX 20, 21, 22 sono il linguaggio con cui si mappa il rischio esplosione da polveri. Da qui derivano le scelte su apparecchiature, impianti e procedure. Con LP Solutions ottieni tavole chiarerelazione tecnica e raccomandazioni con priorità, oltre al supporto per DPCE, progettisti e manutenzione.

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FAQ – Zone ATEX 20, 21, 22

Come capisco se ho zone ATEX per polveri?
Se generi/gestisci polveri fini e combustibili e hai silos, filtri, coclee, scarichi o travasi, è probabile: richiedi una analisi preliminare.

Zone 20/21/22 valgono anche per gas?
No. Per gas/vapori si usano 0/1/2. Qui trattiamo solo polveri.

Che differenza c’è tra IP5X e IP6X?
IP6X è a prova di polvere (nessun ingresso), IP5X è protetto (ingresso limitato senza malfunzionamenti). In 21 si usa tipicamente IP6X.

Chi deve firmare la classificazione?
Un professionista competente in atmosfere esplosive; la firma attesta criteri e scelte e permette di aggiornare il DPCE.

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