Colonnine di Ricarica: Progettazione per Aziende e Condomini

L’installazione di colonnine di ricarica per auto elettriche richiede scelte tecniche diverse da quelle di una semplice wallbox domestica, soprattutto quando a chiedere il servizio è un’azienda, un condominio o un’attività con parcheggio pubblico. Non basta collegare una wallbox alla rete esistente: bisogna dimensionare la potenza, integrarla nel quadro elettrico e, spesso, valutare l’abbinamento con un impianto fotovoltaico. Questo articolo spiega quando serve un vero progetto e quali aspetti tecnici e autorizzativi vanno considerati.

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Wallbox domestica e impianto di ricarica aziendale: la differenza

Una wallbox in garage, per un’unica auto, quasi sempre si allaccia alla fornitura elettrica esistente senza stravolgerla. Il discorso cambia quando le colonnine di ricarica servono più punti auto, come in un’azienda con una flotta di veicoli, in un condominio con più box o in un parcheggio aperto al pubblico.

In questi casi la potenza richiesta cresce in modo significativo, e la rete esistente potrebbe non essere sufficiente a sostenerla senza un intervento di adeguamento. Serve capire quanti punti di ricarica servono oggi e quanti potrebbero servire in futuro, per evitare di dover rifare l’impianto a distanza di pochi anni.

Progettare una colonnina significa prima di tutto dimensionare la potenza disponibile, non solo scegliere il modello di ricarica.

Dimensionamento della potenza e integrazione con il quadro esistente

Il primo passo della progettazione è calcolare il fabbisogno energetico reale: quante colonnine, quale potenza per punto di ricarica, quanti veicoli si ricaricano in contemporanea. Da questi numeri dipende se basta un adeguamento del quadro elettrico esistente o se serve un nuovo punto di consegna dal distributore locale.

Un impianto di ricarica per aziende o condomini deve anche gestire la contemporaneità: se dieci colonnine assorbissero tutte la potenza massima nello stesso momento, il rischio di sovraccarico sarebbe concreto. Per questo motivo si utilizzano sistemi di gestione della ricarica che distribuiscono la potenza disponibile tra i punti attivi, evitando di sovradimensionare inutilmente il contatore.

La scelta della potenza per singolo punto di ricarica dipende anche dall’uso previsto: un parcheggio dove le auto sostano per l’intera giornata lavorativa può permettersi una ricarica più lenta, mentre un’area di sosta breve richiede potenze più elevate per ricaricare in tempi compatibili con la permanenza.

Quadro elettrico dedicato alla gestione carichi delle colonnine di ricarica, con integrazione fotovoltaico

Colonnine di ricarica e impianto fotovoltaico con accumulo

Per aziende e attività commerciali, abbinare le colonnine a un impianto fotovoltaico è una scelta che spesso conviene, perché parte dell’energia usata per la ricarica viene autoprodotta. Il dimensionamento va fatto insieme: la potenza dei pannelli, l’eventuale batteria di accumulo e la potenza richiesta dalle colonnine devono essere pensate come un sistema unico, non come due impianti separati aggiunti in momenti diversi.

Chi ha già un progetto fotovoltaico con accumulo o lo sta valutando ha un vantaggio concreto: l’energia immagazzinata nelle ore di scarsa produzione solare può alimentare le colonnine nelle fasce serali, quando i veicoli aziendali o dei residenti tornano a ricaricare.

Iter tecnico e conformità dell’impianto elettrico

L’installazione di colonnine di ricarica rientra a tutti gli effetti negli impianti elettrici soggetti a progettazione e dichiarazione di conformità secondo il DM 37/08, quando la tipologia e la complessità dell’impianto lo richiedono. Il progetto deve indicare schemi, protezioni, dimensionamento dei cavi e modalità di messa a terra, e al termine dei lavori l’installatore abilitato rilascia la dichiarazione di conformità.

Per un quadro più ampio su quando l’intervento richiede un progetto formale e quali documenti servono a fine lavori, può essere utile consultare la guida sul DM 37/08, che riguarda tutti gli impianti elettrici, comprese le installazioni per la ricarica dei veicoli.

Oltre alla parte elettrica, per condomini e attività commerciali può essere necessario verificare eventuali autorizzazioni legate all’occupazione di suolo o alla modifica di parti comuni, aspetti che vanno valutati caso per caso con il proprio tecnico di riferimento.

Il caso del condominio: ripartizione dei consumi

In un condominio la progettazione dell’impianto di ricarica deve risolvere anche un problema che non riguarda le abitazioni singole: come ripartire i consumi tra i diversi condòmini che installano una colonnina nel proprio box. Le soluzioni tipiche prevedono un contatore dedicato per ogni punto di ricarica, oppure un sistema di misura centralizzato che registra l’energia prelevata da ciascun utente.

La scelta va discussa in assemblea condominiale, perché comporta lavori sulle parti comuni dell’edificio, come il passaggio dei cavi nei corridoi o nei box interrati. Un progetto tecnico ben fatto anticipa queste esigenze, prevedendo fin da subito uno spazio nel quadro generale per i futuri punti di ricarica, anche se non tutti i condòmini li richiedono nell’immediato.

Gestione da remoto e manutenzione dell’impianto

Le colonnine destinate ad aziende, parcheggi pubblici o condomini con più utenti vengono spesso dotate di sistemi di monitoraggio da remoto. Questi sistemi permettono di verificare i consumi in tempo reale, individuare eventuali guasti prima che diventino un problema e, nel caso di attività commerciali, gestire l’accesso alla ricarica per i soli utenti autorizzati.

La manutenzione periodica dell’impianto elettrico a supporto delle colonnine segue le stesse logiche di qualunque impianto soggetto a verifica: controllo delle protezioni, dello stato dei cavi e della messa a terra. Un progetto che documenta con chiarezza schemi e componenti installati semplifica queste verifiche negli anni successivi, riducendo tempi e costi di intervento.

ContestoNumero punti tipicoAspetto progettuale chiave
Abitazione privata1 wallboxVerifica potenza disponibile in contratto
Azienda con flotta3-10+ colonnineGestione della contemporaneità, quadro dedicato
Condominio2-10 boxRipartizione contatori, delibera assembleare
Parcheggio pubblico/attivitàVariabile, spesso in crescitaDimensionamento per potenziali espansioni future

Incentivi e agevolazioni: cosa verificare prima di partire

Esistono periodicamente incentivi statali o regionali dedicati alla mobilità elettrica e all’installazione di infrastrutture di ricarica, ma condizioni, requisiti e importi cambiano nel tempo e variano da bando a bando. Prima di avviare i lavori conviene verificare gli incentivi attivi nella propria regione e i requisiti tecnici richiesti per accedervi, perché spesso il progetto deve rispettare specifiche precise per essere ammissibile.

Confronto tra le opzioni di ricarica

SoluzionePotenza indicativaQuando è adatta
Ricarica lenta (AC)Fino a 22 kWSosta lunga: uffici, condomini, abitazioni
Ricarica rapida (AC/DC)Da 22 kW a oltre 50 kWSosta breve: aree di servizio, flotte aziendali
Sistema con gestione di caricoVariabile, ottimizzata sui punti attiviPiù colonnine sullo stesso punto di consegna

Il confronto mostra come la scelta non dipenda solo dal budget iniziale, ma dall’uso reale che si farà dell’impianto nei prossimi anni.

Perché affidarsi a un progetto su misura

Un impianto di ricarica pensato per pochi anni si rivela spesso sottodimensionato quando la richiesta cresce, con il rischio di dover intervenire di nuovo poco dopo l’installazione. Un progetto tecnico valuta fin da subito la potenza disponibile, la possibilità di ampliamento futuro e l’eventuale integrazione con il fotovoltaico, riducendo imprevisti e costi aggiuntivi in corso d’opera.

Un impianto dimensionato solo sul bisogno attuale è quasi sempre il primo a dover essere rifatto.

Per aziende, condomini e attività commerciali, il progetto dell’impianto di ricarica è quindi un investimento che si valuta insieme a quello elettrico generale, non un accessorio da aggiungere all’ultimo momento.

Domande frequenti

Serve un progetto per installare colonnine di ricarica in azienda?

Sì, quando l’impianto supera la semplice wallbox domestica e prevede più punti di ricarica o un adeguamento del quadro elettrico, la progettazione tecnica permette di dimensionare correttamente potenza e protezioni.

Le colonnine di ricarica si possono abbinare al fotovoltaico?

Sì, ed è una soluzione frequente per aziende e attività commerciali: l’energia prodotta dai pannelli, eventualmente accumulata in batteria, può alimentare in parte la ricarica dei veicoli.

Chi rilascia la dichiarazione di conformità per l’impianto di ricarica?

La dichiarazione viene rilasciata dall’installatore abilitato al termine dei lavori, sulla base del progetto e nel rispetto del DM 37/08 per gli impianti elettrici.

Esistono incentivi per installare colonnine di ricarica?

Periodicamente sì, ma condizioni e importi cambiano nel tempo: vanno verificati gli incentivi attivi nella propria regione prima di avviare i lavori.

Quante colonnine servono per un condominio?

Dipende dal numero di box e dalle richieste dei condomini: il dimensionamento corretto tiene conto anche di una possibile crescita futura della domanda.

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Ogni scelta tecnica incide su costi, conformità e prestazioni del tuo impianto. Un confronto immediato con un tecnico può aiutarti a evitare errori, modifiche in corso d’opera e spese non previste, consentendoti di procedere con sicurezza e senza rallentamenti.

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